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Home Page / l'Olio campano |
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La coltivazione dell'olivo in Campania risale a tempi antichissimi.
Punta Campanella, l’estremo promontorio del Golfo di Napoli che fronteggia l’isola di Capri, era dominato da un Tempio sacro alla dea Atena (Minerva) eretto dai Focesi, coloni greci. L'olio extravergine di oliva DOP Penisola Sorrentina presenta, a prima vista, un bel colore giallo paglierino, più o meno intenso, con riflessi verdognoli; a volte è velato.
All’esame olfattivo rivela notevole armonia aromatica, con un delicato sentore di fruttato di oliva e con fini e piacevoli note di erbe aromatiche (soprattutto rosmarino e menta). Sono ben 62 i paesi dell’ampio Parco nazionale del Cilento che producono e lavorano antiche varietà (Pisciottana, Rotondella, Ogliarola o Uogliarola, Frantoio, Salella, Leccino), proseguendo così una tradizione risalente ai profughi focesi e a molte colonie della Magna Grecia. Clima mediterraneo, temperatura mite e piogge concentrate nei mesi freddi sono il prezioso regalo di Madre Natura alle antiche varietà salernitane (Rotondella, Frantoio, Carpellese o Nostrale; Ogliarola e Leccino); fattori positivi, sapientemente sfruttati dai produttori della provincia, che va dalla costiera amalfitana ai confini del Cilento. Nella provincia napoletana il colore va dal verde al giallo paglierino, più o meno intenso; profumo: fruttato; sapore: fruttato, con media o debole sensazione di amaro e leggero sentore di piccante. L'isola di Capri offre ai suoi alberi (varietà: Ogliarola o Minucciola; Rotondella, Frantoio, Leccino, da sole o congiunte) particolari condizioni naturali: dal clima mite alla fertilità dei terreni d’origine vulcanica. |
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